Viaggio nella storia: tecnologia e comunicazione

Riassunto

Un viaggio nella storia della comunicazione attraverso lo zograscopio, uno strumento del Settecento che permetteva di ingrandire immagini piatte e creare un’illusione di profondità. Origini, curiosità e sviluppo tra Francia, Inghilterra e Giappone.

Cari amici del blog, oggi iniziamo un viaggio nella storia della comunicazione e della tecnologia. Partiamo da un oggetto affascinante e poco conosciuto: lo zograscopio.

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Due modelli di Zograscopio affiancati, con lenti di dimensioni diverse.
Immagine: Proyecto IDIS – Nuevos Medios 1740–1915.

Che cos’era lo zograscopio?

Lo zograscopio risale alla seconda metà del Settecento e fu progettato per ingrandire immagini piatte, aumentando anche il senso di profondità.

Immagine zograscopio

Era composto da una grande lente d’ingrandimento attraverso la quale venivano osservate le immagini. Alcuni modelli avevano solo l’obiettivo, chiamati grafoscopi, mentre altri montavano l’obiettivo su un supporto davanti a uno specchio angolato. Questo permetteva a una persona di sedersi a un tavolo e guardare l’immagine piatta attraverso la lente.

Le immagini dovevano essere invertite da sinistra a destra, cosa evidente soprattutto in presenza di scritte.

Una stampa realizzata appositamente, con un’ampia prospettiva grafica, veniva chiamata vue d’optique o “vista prospettica”.

Un oggetto da salotto del Settecento

Gli zograscopi erano molto popolari nella seconda metà del Settecento e venivano utilizzati come intrattenimento da salotto. Molti erano veri e propri mobili di prestigio, con supporti torniti, modanature, accessori in ottone e finiture di pregio.

Piccola curiosità

In Giappone lo zograscopio divenne noto come Megane (“occhiali olandesi”) oppure Nozoki megane (“occhiali che sbirciano”).

La nascita degli zograscopi in Francia e in Inghilterra

Nel corso dei secoli vari studiosi si interessarono a queste prospettive. Alcuni artisti olandesi dell’età dell’oro del XVII secolo, come Pieter Janssens Elinga e Samuel Dirksz van Hoogstraten, crearono veri e propri peep show con illusioni di profondità, manipolando la prospettiva di stanze e ambienti interni.

Dal 1700 molte “scatole prospettiche” utilizzavano una lente bi-convessa di grande diametro e piccole diottrie, per ottenere una prospettiva esagerata e un’illusione di profondità più intensa. Le immagini mostravano soprattutto soggetti architettonici e topografici.

Nel 1730, a Parigi, nacquero i primi zograscopi francesi, chiamati optiques. Da quel momento furono pubblicate molte viste prospettiche, soprattutto di scene francesi e tedesche, ma anche inglesi.

L’optique incorporava uno specchio, ma non permetteva di variare facilmente la distanza tra obiettivo e immagine.

Fu solo nel 1745 che apparvero le prime versioni inglesi, seguite da numerose stampe prospettiche, soprattutto di architettura urbana. Il riferimento più antico noto si trova in un annuncio su un giornale inglese dell’aprile 1746.

Nel 1750 venne introdotto il termine “macchina diagonale ottica”.

Oggi gli zograscopi si possono ammirare soltanto in alcuni musei.

Nota finale

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